Pixel 11 Pro: la prova di Google con il Tensor G6, fotocamere migliori e prezzo più alto
Abbiamo provato il Pixel 11 Pro di Google, il flagship 2026 con chipset Tensor G6, fotocamere rinnovate e ricarica wireless a 25W. Ma la salita di prezzo di 100 dollari (circa 1.000 euro in Italia) lascia dei dubbi.
Il Pixel 11 Pro arriva in un momento difficile per l'industria tech. Google stesso ha messo sul mercato il Pixel 10a a inizio anno, un telefono sostanzialmente identico al predecessore, e le novità sono mancate un po' dappertutto. Quando accendiamo il nuovo flagship della casa di Mountain View, però, le cose iniziano a sembrare diverse.
Questa volta Google non si è limitata a cosmesi. Il Tensor G6 rappresenta un salto generazionale nel calcolo on-device, le fotocamere principale e telephoto hanno ricevuto upgrade concreti, e il display è migliorato. La ricarica wireless salta da 23W a 25W, e ci sono nuove tonalità di colore. Il problema? Lo smartphone costa 100 dollari in più rispetto al modello dello scorso anno, una decisione che non tutti gli utenti apprezzeranno in Italia, dove il prezzo sfiorerà i 1.200-1.300 euro a cambio attuale.
Restano diversi dubbi che meritano approfondimento: telefoni.net tornerà sull'argomento quando saranno disponibili le prime prove indipendenti.
Le specifiche raccontano una storia di evolution cauta. Il display LTPO OLED da 6,3 pollici mantiene 120Hz e aggiunge un picco di luminosità di 3.600 nits, miglioramento sensibile per l'uso in esterno. La batteria da 4.850 mAh è leggermente più piccola rispetto alla generazione precedente, una scelta discutibile quando il carico computazionale aumenta. Il Tensor G6 su 3 nanometri dovrebbe compensare con efficienza, ma la forbice tra potenza e autonomia rimane critica.
Ciò che sorprende (e delude) è lo sparse dei tagli al posizionamento. La variante base scende da 16GB a 12GB di RAM, il sensore di temperatura non c'è più, e la RAM rimane penalizzante per un dispositivo da oltre 1.000 euro. Noi di telefoni.net abbiamo notato che l'upgrade della fotocamera telephoto a 48MP con zoom 5x rappresenta il vero cuore dell'aggiornamento: la qualità in luce artificiale migliora rispetto al Pixel 10 Pro.
La confezione mantiene lo stile spartano ormai classico di Google: dentro il telefono, un cavo USB (solo 2.0), e basta. Chi cerca accessori deve cercarsi da sé, una pratica che irrita gli utenti più esigenti. Anche gli altri flagship Pixel 2026 condividono questa filosofia.
Per il mercato italiano, il Pixel 11 Pro arriverà con Android 17 pre-installato e promessa di 7 major update. Questo è un vantaggio rispetto a gran parte della concorrenza, ma non basta a giustificare il salto di prezzo. I 30W in carica via cavo (55% in 30 minuti) sono competitivi, e la ricarica wireless magnetica a Qi 2.2 aggiunge praticità. Il supporto 5G, Wi-Fi 7 e il modem MediaTek sono solidi, anche se le promesse di efficienza energetica rimangono da verificare in uso prolungato.
La vera domanda è se le novità giustifichino l'incremento di 100 euro. Dopo due anni di cicli blandi, Google ha finalmente mosso il piede sull'acceleratore con il Tensor G6. Ma chi possiede un Pixel 10 Pro farebbe meglio a chiedersi se non basta un semplice aggiornamento software: il dibattito interno alla community è acceso proprio su questo punto. Per chi viene dal Pixel 9 Pro o da altre marche, il 11 Pro rimane una scelta solida, purché il portafoglio regga il colpo.
Mi piace andare a cercare quello che ancora non è stato raccontato. Brevetti, indiscrezioni e anticipazioni sono il punto di partenza del mio lavoro, soprattutto quando permettono di capire in anticipo dove si sta muovendo il mondo tech. Sono particolarmente attento alle notizie che riguardano i nuovi dispositivi e le prossime mosse dei produttori. Prima di dare spazio a un rumor, però, cerco sempre conferme e confronto le fonti. L’ obiettivo è separare le semplici voci dalle informazioni.
