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Approfondimenti 19 agosto 2026 alle ore 16:26

Pixel 11 in prova: era meglio un semplice aggiornamento software

La prima prova del Pixel 11 rivela un telefono competente ma incrementale. Poche novità hardware apprezzabili, software che non convince completamente e un'impressione generale che suggerisce potrebbe essere stato sufficiente un aggiornamento via software.

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Pixel 11 in prova: era meglio un semplice aggiornamento software

Le prime ore con un nuovo smartphone raccontano molto di quello che sarà il rapporto a lungo termine. Nel caso del Pixel 11, il verdetto è subito chiaro: siamo di fronte a un telefono adeguato, ma timido negli ambiti dove avremmo voluto sorprese. Chi ha un Pixel 10 non troverà motivi particolarmente forti per saltare alla generazione nuova.

Sulla carta il Pixel 11 sembra identico al modello precedente. Il cambiamento più visibile arriva dalla barra della fotocamera completamente in vetro, un dettaglio che ironicamente non salta agli occhi durante i primi contatti. Eppure è una mossa intelligente: dona coerenza visiva e rende il telefono più elegante. La riduzione di peso di circa 7 grammi sorprende positivamente – non era qualcosa che avremmo notato sulla carta, ma in mano la differenza è percettibile. Il telefono poggia più piano sulla scrivania, senza quella lieve oscillazione di prima.

La sensazione generale rimane quella di un dispositivo tozzo, stabile, comodo da tenere come i Pixel da sempre. Dove Google ha ascoltato i feedback è nelle calamite MagSafe: sono più forti rispetto all'anno scorso, e questo si traduce in una connessione più salda quando applichi accessori come kickstand magnetici. Non è ancora perfetto – avremmo voluto ancora più mordente – ma è un progresso concreto.

Sul fronte delle prestazioni il Tensor G6 promette velocità, eppure il salto rispetto al G5 non è percepibile nella pratica quotidiana. Le app si caricano leggermente più veloci rispetto al Pixel 10, ma stiamo parlando di millisecondi. Android 17 non introduce nulla che modifichi realmente il modo di usare il telefono. È strano che il display rimanga bloccato a 60Hz di default: con un solo primo contatto da fare, avrebbe dovuto partire a 120Hz. La scorrevolezza generale c'è, quella qualità indefinibile che caratterizza i Pixel, ma non è esaltante.

Il posizionamento di prezzo lascia margini importanti ai concorrenti diretti, che potrebbero rispondere con offerte aggressive prima di fine anno.

Della suite software Google, poco vale la pena segnalare. Rambler, la nuova funzione di dettatura, funziona bene ma non è un game changer: registri la voce e il testo appare tutto insieme dopo aver toccato il microfono, non in tempo reale come nella precedente soluzione di Google. Gestisce bene i balbettamenti e le correzioni, però non è quella novità trascinante che cambia l'esperienza.

In uno degli hub di informazioni sui Pixel e le loro novità, avevamo già segnalato come il Pixel 11 Pro nasconda un upgrade della fotocamera telephoto, ma la linea base rimane avara di sorprese visibili. Durante la prova iniziale emerge anche un aspetto preoccupante: con VPN attiva e connessione 5G su rete Three nel Regno Unito, il telefono ha mostrato problemi severi di connessione. Pagine che non si caricavano, app che non si aggiornavano. Il flip in e out dalla Modalità Aereo ha risolto temporaneamente, ma il fatto che nessun Pixel recente abbia mostrato lo stesso comportamento negli stessi luoghi desta dubbi. Potrebbe essere un'anomalia del nuovo modem MediaTek – resta da verificare nel tempo – ma è una nota negativa che non possiamo ignorare.

Le batterie mantengono il passo solito dei Pixel, niente di straordinario. Nel mercato italiano, dove il Pixel 11 arriverà come sempre tardivamente rispetto ai mercati anglofoni, il prezzo proposto da Google continua a peggiorare il valore proposizionale. Google ha tradito chi raccomandava i Pixel per il rapporto qualità-prezzo, e questo modello conferma la tendenza: è competente, ma non è un affare.

La sensazione dominante, dopo le prime ore, è che il Pixel 11 avrebbe potuto tranquillamente essere un aggiornamento software importante lanciato per la generazione 10. Gli hardware improvement sono microscopici, il software non eccita, le novità AI sono marginali. È un telefono da consigliare solo a chi ha bisogno di un dispositivo nuovo adesso e preferisce la stabilità di Google al caos del mercato Android. Per il resto, la domanda rimane senza risposta convincente.

Vi terremo aggiornati da telefoni.net non appena emergeranno dettagli più concreti sul prezzo italiano e sulla data di lancio effettiva nel nostro mercato.

Articolo firmato da
Gianni S.
Redattore · Fotografia mobile

Test comparativi dei sensori fotografici. Fotografo prima che giornalista: ogni scatto è pubblicato senza post-produzione.

Piombino
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