Pixel 11, Google ha tradito chi raccomandava i Pixel
Il lancio della serie Pixel 11 ha portato aumenti di prezzo significativi su tutta la gamma. Per la prima volta, Google perde il vantaggio competitivo che ha attratto milioni di utenti negli ultimi anni: il costo inferiore rispetto ad Apple e Samsung.
Quando è arrivata la serie Pixel 11 mercoledì scorso, c'era entusiasmo tra gli appassionati, ma anche una realtà difficile da ignorare. Google ha fatto quello che nessuno voleva ammettere durante la presentazione: ha aumentato il prezzo di praticamente ogni modello della gamma, con incrementi intorno ai 100 dollari su tutta la linea.
Il problema non è nuovo, ma questa volta colpisce in modo particolare. Da vent'anni nel settore, riconosco che consigliare un Pixel aveva un fondamento solido e razionale: era semplicemente il telefono flagship migliore al prezzo giusto. Non era sentimental, non era affetto per il brand. Era matematica.
Quando arrivò la serie Pixel 6 nel 2021, il mercato cambiò. Google passò da comprimario interessante a competitor di primo livello, alla pari con Samsung e Apple. Il motivo principale? Il prezzo era 200 dollari inferiore rispetto a iPhone e Galaxy equivalenti. Un Pixel 6 standard partiva da 599 dollari, il Pro da 899. L'iPhone 13 e Galaxy S22 costavano 799 dollari, mentre le versioni top costevano oltre 1.000 dollari. Era una differenza enorme.
C'è un però che vale la pena sottolineare: l'esperienza reale d'uso può discostarsi sensibilmente dai dati di laboratorio.
Ad oggi, quella differenza è sparita. Con la Pixel 11, il modello base parte da 799 dollari, esattamente come Galaxy S26 e iPhone 17. Per la prima volta in anni, non c'è ragione finanziaria di scegliere Google se cercate uno flagship. E qui arriviamo al punto davvero scottante: il Pixel 11 non ha fatto balzi significativi in batteria, performance o fotografia. Rispetto al Pixel 10, che aveva appena riconquistato lo status di "affare del decennio" grazie agli aumenti Samsung, ora tutti e tre i giganti sono sullo stesso livello di prezzo.
Gli appassionati di funzioni AI come HiLight, Rambler o Magic Capture dovranno pagare il prezzo pieno per accedervi. Chi cercava semplicemente un flagship a buon mercato ora ha ancora meno scelte in un mercato che perde competitori ogni anno. E noi di telefoni.net crediamo che questo non sia solo un problema per i consumatori europei, ma un'occasione persa da Google stessa, perché le novità Pixel perdono il principale differenziale emotivo che le ha rese appeal.
Certo, i costi di produzione sono realmente aumentati. I componenti costano più caro, la RAM è stata in carenza, e parte della colpa ricade sullo stesso boom dell'IA generativa di cui Google è protagonista. Ma nemmeno questo giustifica completamente la scelta. Google spende miliardi in pubblicità dicendo ai clienti di "chiedere di più ai vostri telefoni", ma quando arriva il momento di mantenere il prezzo basso per rendere quelle funzioni accessibili, si ritira.
Abbiamo visto il sondaggio tra 10.000 lettori che ha bocciato il Pixel 11, e il feedback è chiaro: la gente non accetta un salto di prezzo senza salto proporzionale nelle prestazioni. Confrontandolo con quanto visto nel test dei benchmark del Tensor G6, emerge che nemmeno sul piano tecnico puro il Pixel 11 giustifica l'aumento.
La vera domanda rimane senza risposta: per quale motivo scegliere un Pixel 11 oggi? Non per il prezzo. Non per un salto generazionale evidente. Rimane solo la lealtà al brand e l'ecosistema software, ma per molti utenti questo non è abbastanza. E in un mercato dove persino Samsung sta lanciando versioni più accessibili della sua gamma, Google ha fatto la mossa sbagliata nel momento sbagliato.
La programmazione e la tecnologia fanno parte del mio lavoro, ma negli anni ho iniziato a raccontarle anche attraverso il giornalismo. Mi piace soprattutto seguire quello che succede nel software: dagli aggiornamenti dei sistemi operativi alle nuove funzioni delle app di sistema.
