Pixel 11 Pro XL: il Tensor G6 delude nei benchmark, 40% dietro Snapdragon 8 Elite
I test Geekbench 7 del Tensor G6 montato su Pixel 11 Pro XL rivelano performance solide solo dal punto di vista della serie Pixel, ma il divario con i flagship della concorrenza resta ampio. Samsung Galaxy S26 Ultra arriva al 40% di vantaggio.
Arriva la prima doccia fredda per il Tensor G6 di Google. Una settimana dopo il lancio della serie Pixel 11 (che arriverà al pubblico il 20 agosto), Geekbench ha reso pubblici i punteggi della CPU montata sul Pixel 11 Pro XL: 2.293 punti in single-core e 7.108 in multi-core. Numeri che, letti solo dal punto di vista della famiglia Pixel, suonano buoni: rappresentano un incremento di circa il 20% rispetto al Pixel 10 Pro XL con Tensor G5, che aveva ottenuto 2.010 e 5.923.
Ma il quadro cambia drasticamente non appena si guarda al resto del mercato. Il Samsung Galaxy S26 Ultra, equipaggiato con lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 per Galaxy, raggiunge i 3.082 punti in single-core e 10.381 in multi-core: una differenza che si traduce in un vantaggio di circa il 40% rispetto al Pixel 11 Pro XL. È il segnale di una scena ricorrente, quella in cui Google sceglie di privilegiare l'intelligenza artificiale rispetto alla potenza bruta.
Alcuni lettori hanno già segnalato lo stesso comportamento nei commenti a un articolo precedente su telefoni.net — è un tema da tenere d'occhio.
Secondo le analisi disponibili, il Tensor G6 si posiziona circa una generazione indietro rispetto ai flagship attuali, con performance che collocherebbero il chip da qualche parte tra lo Snapdragon 8 Gen 3 e lo Snapdragon 8 Elite, o in linea col MediaTek Dimensity 9400. Il timing non favorisce il gigante di Mountain View: Qualcomm introdurrà il Snapdragon 8 Elite Gen 6 Pro il prossimo mese, allargando ulteriormente il divario.
È interessante notare come il team di telefoni.net aveva già segnalato problematiche simili anche nei test grafici: il nostro articolo su 3DMark aveva mostrato un Tensor G6 tutt'altro che competitivo nella parte GPU. L'impressione è che Google stia procedendo con una strategia molto diversa dai concorrenti, puntando su elaborazione AI locale e software piuttosto che su benchmark grezzo. Non è detto che sia sbagliato, ma chi acquista uno smartphone da 1.200 euro (il prezzo atteso al lancio) potrebbe legittimamente attendersi performance competitive in tutte le aree.
Al momento nessuna conferma ufficiale su disponibilità a livello europeo, anche se i pre-ordini in Italia dovrebbero partire a stretto giro. I veri test nella pratica diranno se questi numeri rifletteranno effettivamente l'esperienza d'uso quotidiana.
La programmazione e la tecnologia fanno parte del mio lavoro, ma negli anni ho iniziato a raccontarle anche attraverso il giornalismo. Mi piace soprattutto seguire quello che succede nel software: dagli aggiornamenti dei sistemi operativi alle nuove funzioni delle app di sistema.
