Pixel 11 Pro: HiLight è un'altra feature incompiuta che parte male
Google presenta HiLight sul Pixel 11 Pro come novità rivoluzionaria, ma al lancio funziona solo per due cose. La storia si ripete: hardware promettente, software assente, e gli utenti già delusi.
Google ha un vizio ricorrente sui Pixel: lancia feature hardware ambiziose e poi le mantiene a mezzo servizio per mesi, o addirittura le ritira dopo una generazione. HiLight, il nuovo LED posteriore del Pixel 11 Pro, è il peggiore esempio finora.
La storia non è nuova. Nel corso degli anni il colosso di Mountain View ha proposto una lunga lista di funzioni non pronte al debutto: l'Active Edge del Pixel 2 (che stringevi per aprire l'Assistente), le dual fotocamere anteriori del Pixel 3, il riconoscimento facciale Soli del Pixel 4, il sensore di temperatura del Pixel 8 Pro. Tutti scomparsi nelle generazioni successive, spesso lasciando dietro di sé una cattiva reputazione.
Il sensore di temperatura è l'esempio perfetto di come una buona idea possa fallire all'esordio. Lanciato con la sola capacità di misurare temperature superficiali, ha aggiunto il supporto per la temperatura corporea (l'uso logico) solo mesi dopo il lancio. Quella prima impressione negativa? Non se l'è mai scrollata di dosso, pur rimanendo sui modelli successivi fino a oggi.
Guardando i numeri con occhio critico, come si prova a fare qui su telefoni.net, non tutto quadra nella narrazione ufficiale.
Ecco, HiLight fa ancora peggio. Disponibile su tutti e tre i Pixel 11 Pro, funziona esattamente per due cose: segnalare quando chiama un contatto preferito e indicare che Gemini è attivo. Due funzioni. È difficile credere che Google non abbia compreso l'ovvio: durante la presentazione, il colosso ha riconosciuto pubblicamente che HiLight dovrebbe funzionare anche con gli SMS, eppure non c'è nemmeno al lancio. In un'era dove i giovani evitano le chiamate come la peste, limitare il LED hardware alle sole telefonate non è solo una mancanza strategica – è davvero frustrante. "Who will you HiLight?" suona bene come slogan, ma quando gli spieghi che funziona solo per telefonate, crolla tutto.
Ma il vero scandalo è l'assenza totale di una funzione da LED notifiche. Immagina se HiLight potesse personalizzarsi in base all'app: rosso e viola per Instagram, blu per Telegram, verde per WhatsApp. Sarebbe fantastico. È la soluzione che manca, quella che avrebbe trasformato HiLight da curiosità in feature davvero utile. Invece, niente.
Questa situazione richiama direttamente quanto accaduto con altre funzioni software e hardware suddivise tra i modelli Pixel 11: la sensazione è che Google abbia rilasciato HiLight ancora incompleto, affidandosi agli aggiornamenti futuri per farla diventare quello che doveva essere dal primo giorno. Non ha imparato nulla dalla ricezione fredda del sensore di temperatura, quando invece la lezione dovrebbe essere chiara: la prima impressione conta enormemente, e nessun aggiornamento futuro ripara completamente il danno reputazionale.
Per chi sta valutando il passaggio da un modello precedente, vale la pena ricordare che il Pixel 10 Pro ha ancora diverse ragioni per non fare il salto all'11 Pro. HiLight, almeno per ora, non è una di quelle ragioni che ti spinge a comprare. È una di quelle che te lo fa rimandare.
Vi terremo aggiornati da telefoni.net non appena emergeranno dettagli più concreti sul prezzo italiano e sulla data di lancio effettiva nel nostro mercato.
Mi occupo di tutto quello che gira intorno allo smartphone: smartwatch, auricolari, powerbank e gadget vari. Li provo, li confronto e soprattutto mi chiedo una cosa: valgono davvero quello che costano?
