Google Photos, lo strumento Redact funziona: ecco come nasconde le info sensibili
Google Photos sta sviluppando uno strumento per oscurare aree sensibili delle foto. Android Authority ha testato il tool nelle versioni più recenti: tre modalità di redazione (Mosaic, Mosaic Light e Blur) integrate nell'editor, ma senza ancora una data di rollout pubblico.

Dopo mesi di lavoro dietro le quinte, lo strumento Redact di Google Photos è passato da un pulsante che causava crash a una vera funzionalità operativa. Android Authority ha messo mano alla versione 7.89 dell'app e ha potuto sperimentarlo in anteprima, confermando che Google sta facendo progressi significativi su una feature che potrebbe tornare molto utile per chi ha necessità di proteggere informazioni riservate prima di condividere foto.
Il tool si trova nella sezione Markup dell'editor fotografico, accanto agli strumenti già noti (Penna, Evidenziatore, Testo). Toccandolo, compare un pannello dedicato con tre modalità di redazione: Mosaic applica una pixelazione fine, Mosaic Light usa blocchi più grandi e meno definiti, mentre Blur aggiunge una texture rumorosa simile a un effetto statico. Non è il blur morbido che ci si aspetterebbe dal nome, ma una soluzione più radicale per oscurare il contenuto.
La direzione è quella giusta, il ritmo forse no.
Nel pannello di redazione troverai anche un slider per regolare la dimensione del pennello e i pulsanti standard per annullare, ripetere e resettare tutte le redazioni con un unico tap. Nei test, sia Mosaic che Mosaic Light hanno reso istantaneamente e scalato in modo prevedibile al variare della dimensione del pennello. La texture granulare di Blur tiene bene anche quando si esegue lo zoom, senza degradare la qualità dell'effetto.
Questa rimane una feature in fase di sviluppo, con nessuna comunicazione ufficiale su quando (o se) arriverà agli utenti. Il passaggio da un pulsante che crashava l'app a uno strumento completamente funzionante con tre modalità diverse in appena un mese rappresenta comunque un progresso concreto. Come abbiamo visto anche con altri aggiornamenti Google recenti, il team della casa di Mountain View continua a iterare rapidamente sulle novità ancora in cantiere.
Per chi usa Google Pixel e altri device con Google Photos integrato, la capacità di redattare informazioni sensibili direttamente dall'app nativa potrebbe diventare uno standard di comodità. Nel frattempo, app come quella di OnePlus e OPPO offrono già soluzioni di pixelazione, quindi il terreno non è nuovo. Quello che conta è che Google sta costruendo una soluzione nativa, testata e ottimizzata per la sua app. Al momento nessuna conferma su tempi di rollout in Italia o su una disponibilità pubblica globale.
Vi terremo aggiornati da telefoni.net non appena emergeranno dettagli più concreti sul prezzo italiano e sulla data di lancio effettiva nel nostro mercato.
La programmazione e la tecnologia fanno parte del mio lavoro, ma negli anni ho iniziato a raccontarle anche attraverso il giornalismo. Mi piace soprattutto seguire quello che succede nel software: dagli aggiornamenti dei sistemi operativi alle nuove funzioni delle app di sistema.
