AirPods 5: spuntano i codici nel macOS, nuovo chip H3 in arrivo
Apple starebbe già sviluppando gli AirPods 5. Trovati due codici interni nel macOS 26.7 Tahoe (B868M e B868E) che suggeriscono l'arrivo dei nuovi auricolari entry-level con chip H3, migliore qualità audio e latenza ridotta rispetto ai modelli attuali.

I codici sorgente non mentono. Nel macOS 26.7 Tahoe sono spuntati due identificativi di dispositivo interni — B868M e B868E — che portano direttamente agli AirPods 5. La scoperta arriva da MacRumors e rappresenta il segnale più concreto finora sul successore dei modelli Apple entry-level, gli AirPods 4 usciti lo scorso settembre.
Per chi segue queste cose, la nomenclatura è rivelatrice. I codici trovati (B868) si allineano perfettamente con quelli degli AirPods 4 (B768), confermando che siamo di fronte a un'evoluzione della stessa linea. Uno dei due codici dovrebbe corrispondere a una versione con cancellazione attiva del rumore, proprio come accadde con la generazione precedente.
Il vero interrogativo non è quanto durerà la batteria, ma quanto durerà l'entusiasmo dopo i primi sei mesi.
La vera novità è il chip: secondo le informazioni disponibili, gli AirPods 5 monteranno il nuovo H3 di Apple. Significa migliore qualità audio, latenza più bassa e probabilmente un'efficienza energetica superiore rispetto all'H2 che alimenta gli AirPods 4 e gli AirPods Pro di recente generazione. Per contestualizzare: gli AirPods 4 garantiscono fino a 5 ore di ascolto con una carica (4 ore con ANC attiva) e circa 30 ore complessive con la custodia. Un incremento sostanziale in autonomia renderebbe gli AirPods 5 ancora più appetibili nel segmento entry-level, dove il compromesso batteria-prezzo rimane decisivo.
Non è solo Apple a lavorare su novità audio. Nel medesimo aggiornamento di macOS è comparso anche un nuovo modello Beats Solo Buds ancora non annunciato, confermando che l'ecosistema audio del colosso di Cupertino continua a espandersi su più fronti. Queste scoperte nei codici software precedono sempre gli annunci ufficiali di diversi mesi, dunque una presentazione entro il 2026 appare plausibile, magari in concomitanza con il ciclo di lancio autunnale tipico di Apple.
Il timing rimane incerto — alcuni parlano di quest'anno, altri di inizio 2027 — ma le fondamenta sono già gettate. Le fughe di notizie dal codice sorgente sono per Apple quello che i leak della supply chain sono per gli altri produttori: un campanello d'allarme perfettamente prevedibile. Da ora in poi, ulteriori indizi potrebbero emergere da aggiornamenti futuri o dalle solite fonti della catena di approvvigionamento. Per il team di telefoni.net, il vero interrogativo rimane il prezzo al lancio in Italia e se la versione ANC arriverà contemporaneamente a quella standard.
Mi piace andare a cercare quello che ancora non è stato raccontato. Brevetti, indiscrezioni e anticipazioni sono il punto di partenza del mio lavoro, soprattutto quando permettono di capire in anticipo dove si sta muovendo il mondo tech. Sono particolarmente attento alle notizie che riguardano i nuovi dispositivi e le prossime mosse dei produttori. Prima di dare spazio a un rumor, però, cerco sempre conferme e confronto le fonti. L’ obiettivo è separare le semplici voci dalle informazioni.
