Xiaomi presenta il nuovo robot umanoide: 1,7 m, 66 gradi di libertà
Xiaomi svela le specifiche del suo prossimo robot umanoide, che debutterà al World Robot Conference 2026. Altezza di 1,7 metri, 66 gradi di libertà e già in fase di test nelle fabbriche del marchio con risultati promettenti.

Xiaomi sta per mostrare al mondo il suo nuovo robot umanoide. Secondo quanto rivelato dal presidente Lu Weibing durante una conference call sui risultati finanziari, il debutto pubblico avverrà al World Robot Conference (WRC) 2026. Non è solo un annuncio: il prototipo sta già lavorando nelle linee di produzione del brand cinese.
Il robot misura circa 1,7 metri di altezza e pesa 66 chilogrammi. Quello che colpisce davvero è la configurazione cinetica: dispone di 66 gradi di libertà distribuiti in tutto il corpo, con metà di essi concentrati nelle mani. Questa scelta di design riflette l'approccio di Xiaomi verso compiti che richiedono destrezza manuale, come l'assemblaggio industriale. Attualmente il dispositivo è ancora in fase di prototipo e, dopo il debutto in Cina, sarà esposto anche in Europa.
Il posizionamento di prezzo lascia margini importanti ai concorrenti diretti, che potrebbero rispondere con offerte aggressive prima di fine anno.
Ciò che differenzia l'approccio di Xiaomi da quello di competitor come Tesla è il focus sulla collaborazione ecosistemica. Lu Weibing ha chiarito che il marchio non intende sviluppare il robot in isolamento, bensì integrarlo con la sua visione di "ecologia intelligente auto-casa-dispositivi". Gli scenari applicativi spaziano dalla fabbrica intelligente alla mobilità urbana fino all'ambiente domestico.
I test nelle fabbriche di Xiaomi stanno già producendo risultati concreti. Durante quattro mesi di "tirocinio" presso lo stabilimento di produzione automobilistica del brand, il robot ha completato mansioni come l'inserimento di dadi autoforzanti e la piegatura di contenitori logistici. Le iterazioni successive hanno portato il tasso di successo nell'inserimento dei dadi al 98%, un dato che si avvicina molto alle prestazioni umane. Il robot ha anche ampliato il suo repertorio: Xiaomi ha esteso il sistema a compiti di assemblaggio e logistica più complessi, progredendo da operazioni su singoli processi a coordinamento multi-robot.
Sotto il profilo tecnico, il marchio ha sviluppato in casa una serie di modelli embodied basati su Xiaomi-Robotics, che unificano il riconoscimento visivo, la comprensione del linguaggio naturale e l'esecuzione motoria. È un elemento cruciale per autonomia e adattabilità sul campo.
Non è la prima volta che Xiaomi tenta l'avventura nel segmento dei robot umanoidi. Nel 2022 aveva presentato CyberOne, alto 1,77 metri e pesante 52 chilogrammi, con 21 gradi di libertà articolari. Quel progetto aveva preceduto di quasi due mesi il prototipo di Tesla Optimus, ma successivamente il marchio aveva ridotto visibilità mediatica su questa linea di sviluppo.
Per il mercato europeo e italiano, resta ancora da chiarire se e quando questa tecnologia arriverà con strategie commerciali specifiche. Al momento l'ecosistema tech cinese continua a muovere passi significativi verso l'integrazione di dispositivi intelligenti in contesti lavorativi e domestici, ma il robot di Xiaomi rimane ancora un'iniziativa principalmente rivolta alla produzione industriale. La vera sfida sarà capire come il brand intende posizionare questa tecnologia al di là delle fabbriche: se il debutto del 2026 mostrerà applicazioni consumer realistiche, potremmo trovarci di fronte a un cambio di paradigma nel modo in cui la robotica umanoide entra nelle vite quotidiane.
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