Xiaomi Q2 2026: superati 104mila auto consegnate, smartphone premium al 32%
Nel secondo trimestre 2026, Xiaomi raggiunge un nuovo record: 104.199 auto elettriche consegnate e il 32,1% dei telefoni venduti in Cina sopra i 3.000 yuan. Il gruppo registra ricavi oltre 108 miliardi di yuan con margini in crescita.

Xiaomi chiude il secondo trimestre 2026 con numeri che confermano la sua crescita negli ultimi due anni. Il gruppo ha annunciato ricavi consolidati per 1.089 miliardi di yuan (circa 141 miliardi di euro al cambio corrente), con un utile netto rettificato di 6,2 miliardi di yuan. Sono dati che segnano un'altra spinta nel corso del 2026, nonostante un mercato globale sempre più competitivo.
Sulla divisione automotive, il colpo di rilievo arriva dalle consegne di auto elettriche: 104.199 veicoli consegnati nel trimestre, un salto notevole che consolida il posizionamento di Xiaomi come produttore di auto intelligenti. Il fatturato della divisione AI e mobilità elettrica raggiunge 24,9 miliardi di yuan, in crescita del 17,1% su base annua. Nel trimestre, il gruppo ha presentato l'architettura Kunlun e lanciato i modelli Xiaomi Chengdu N90 Max e N70 Max, completando così una gamma che abbraccia il segmento premium e la fascia media.
La vera sorpresa però arriva dagli smartphone. Il 32,1% dei telefoni Xiaomi venduti in Cina custa oltre 3.000 yuan (circa 390 euro): un record storico che fotografa il successo della strategia di Xiaomi nel segmento high-end. Il prezzo medio di vendita (ASP) è cresciuto del 25,9% anno su anno, segnale che i consumatori cinesi stanno accettando i modelli più costosi della casa. Nel mercato globale, Xiaomi mantiene la terza posizione negli ultimi 24 trimestri consecutivi, presente nelle prime tre posizioni in 53 Paesi e nelle prime cinque in 67 mercati.
L'ecosistema IoT di Xiaomi conta oggi 1,16 miliardi di dispositivi connessi (crescita del 17,4%), mentre gli utenti attivi mensili toccano 767 milioni a livello mondiale e 198 milioni nella sola Cina continentale. Si tratta di metriche che mostrano come l'azienda non stia costruendo solo hardware, ma un'infrastruttura dove i servizi diventano sempre più il valore aggiunto.
La ricerca e sviluppo rappresenta una priorità: nel trimestre Xiaomi ha investito 9,2 miliardi di yuan in R&D, con un aumento del 18,9% annuo. Nel primo semestre dell'anno fiscale, gli investimenti cumulativi raggiungono 18,2 miliardi di yuan, concentrati su intelligenza artificiale, sistemi operativi e robotica. Quest'ultima area ha ricevuto particolare attenzione, con progressi presentati pubblicamente nel corso dell'anno.
Il vero interrogativo non è quanto durerà la batteria, ma quanto durerà l'entusiasmo dopo i primi sei mesi.
Per quanto riguarda il mercato italiano e europeo, Xiaomi continua a distribuire i suoi flagship tramite i canali abituali. I nuovi modelli della gamma Xiaomi arrivano in Italia con qualche mese di ritardo rispetto al lancio cinese, ma le strategie di prezzo rimangono allineate ai mercati locali. Il successo del segmento premium in Cina (come quello dei modelli che abbiamo seguito nei device gaming di Xiaomi) non si traduce meccanicamente in Europa, dove la concorrenza di Samsung e marchi globali è più serrata. Tuttavia, il momentum costruito in Oriente potrebbe influenzare le scelte di positioning anche nel nostro continente nei prossimi trimestri.
L'aspetto che non va sottovalutato è il cambio di mentalità che Xiaomi sta realizzando: da brand noto per il rapporto qualità-prezzo aggressivo, sta evolvendo verso il segmento premium, dove i margini sono maggiori e la fedeltà del cliente più solida. I numeri di Q2 2026 mostrano che la manovra sta funzionando, almeno nel mercato interno cinese.
Le prossime settimane saranno decisive. Continuate a seguire telefoni.net per gli aggiornamenti man mano che il quadro si farà più chiaro.
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