Windows 11: Microsoft aggiunge controlli su microfono e webcam per le app
Microsoft introduce nei test su Windows 11 toggle per disabilitare l'accesso a microfono e webcam per singole applicazioni Win32. La funzione è ancora sperimentale nella build 26340.9212, ma rappresenta un passo importante verso il controllo della privacy degli utenti.

Dopo mesi di focus su Copilot, Microsoft torna a occuparsi seriamente dei problemi reali di Windows 11. L'ultimo colpo è arrivato questa settimana: il colosso di Redmond sta aggiungendo controlli granulari per microfono e webcam direttamente nelle impostazioni di Privacy e Sicurezza. La notizia emerge dalla build sperimentale 26340.9212, dove il team ha introdotto toggle on/off per gestire quali app Win32 possono accedere ai vostri dispositivi audio e video.
È una mossa che arriva in ritardo rispetto a quanto fanno da anni iOS e altri sistemi operativi mobili, ma il messaggio è chiaro: le preoccupazioni sulla privacy dei PC Windows non sono più ignorabili. L'interfaccia, ancora in fase di lavoro, mostra un design intuitivo con toggle immediatamente visibili accanto a ogni applicazione. Non è il massimo della semplicità — Microsoft sta anche implementando un sistema di ordinamento che porta in cima le app usate di recente — ma è un inizio solido.
Quel che manca ancora, almeno nella versione attuale, è una barra di ricerca per trovare rapidamente l'app da controllare. Con la mole di software che può accumularsi su un PC Windows, soprattutto negli ambienti aziendali, una funzione di search sarebbe stata il tocco definitivo. Ancora, il fatto che le app più utilizzate di recente vengano messe in primo piano rappresenta un compromesso ragionevole, visto che la maggior parte degli utenti probabilmente vuole controllare le stesse 5-10 applicazioni.
Guardando i numeri con occhio critico, come si prova a fare qui su telefoni.net, non tutto quadra nella narrazione ufficiale.
Per gli utenti italiani questo cambiamento ha un peso particolare. Molti di noi usano ancora Windows per lavoro, e il controllo su chi può ascoltare attraverso il microfono del laptop o guardare dalla webcam è una questione di sicurezza genuina. I sistemi italiani di videoconferenza aziendali, dalle piattaforme di banking alle app di istituzioni pubbliche, meritano un livello di protezione più granulare. Google ha già introdotto controlli simili sui Pixel, quindi è positivo vedere Windows allinearsi.
La tempistica non è casuale: Windows 11 ha accumulato critiche sulla privacy fin dal lancio, soprattutto per la raccolta di dati legata a Copilot e telemetria. Questa feature è parte di un più ampio sforzo, denominato Windows K2, che punta a risolvere i dolori storici del sistema operativo. Non è ancora tempo di festeggiare però. La feature rimane confinata nella branch sperimentale per gli Insider, e come sappiamo bene da telefoni.net, il percorso dalle versioni di test al rilascio pubblico può ancora riservarci sorprese (e potenziali revisioni).
Quando arriverà sui PC degli utenti normali, probabilmente tra qualche mese nel miglior dei casi, potremmo aspettarci ulteriori affinamenti. Una barra di ricerca, magari anche la possibilità di impostare regole per categoria di app, sarebbero i passi logici. Per ora, il fatto che Microsoft stia finalmente ascoltando le lamentele sulla privacy è già una vittoria.
Mi piace provare davvero i prodotti prima di parlarne. Per questo le mie recensioni nascono da periodi di test reali, di almeno una settimana, così da capire come si comporta un dispositivo nell’uso di tutti i giorni e non solo nei primi minuti.
