Snapdragon 8 Gen 6 Pro trapela: +5% di potenza rispetto a Gen 5
Il nuovo processore flagship di Qualcomm emerge in un test AnTuTu con 4,83 milioni di punti. Atteso al Snapdragon Summit di settembre, porterà CPU Oryon rinnovate e GPU Adreno 850 nei modelli Pro. Prime certificazioni dai benchmark per il chip che alimenterà Xiaomi 18 e i flagship 2026.

Il Snapdragon 8 Gen 6 Pro è stato sorpreso nei test AnTuTu 11 con un punteggio di 4,83 milioni di punti. Non è un balzo impressionante: il Gen 5 attuale oscilla tra 4 e 4,6 milioni, quindi stiamo parlando di un incremento intorno al 5%. Considerando che si tratta probabilmente di hardware ancora in fase di ottimizzazione, i numeri vanno presi con una certa cautela, ma il leak conferma almeno che il chip esiste e sta girando nei laboratori.
Qualcomm dovrebbe presentare ufficialmente il processore al prossimo Snapdragon Summit, atteso per settembre 2026. Insieme al Pro arriverà una variante standard, il Snapdragon 8 Gen 6, che però avrà una GPU meno potente: Adreno 845 con 12 MB di memoria dedicata contro gli 18 MB dell'Adreno 850 della versione Pro. Entrambi adotteranno il processo produttivo a 2 nanometri, anche se resta da confermare se sarà TSMC o Samsung a realizzarli.
Sull'architettura dei core la situazione è già più definita: il Gen 6 Pro monterà CPU Oryon di nuova generazione in configurazione 2+3+3, uno schema che promette un equilibrio migliore tra performance e efficienza energetica rispetto alle generazioni precedenti. La progressione del 5% sui benchmark potrebbe sembrare modesta, ma riflette una strategia di ottimizzazione piuttosto che di un salto radicale, fenomeno sempre più comune quando i processori raggiungono certi livelli di maturità.
Guardando i numeri senza filtri, la lettura più onesta è che il prodotto convince in alcuni aspetti e delude in altri.
I primi dispositivi a montare questo chip saranno probabilmente i Xiaomi 18 Pro e Pro Max, annunciati per settembre 2026. Come accade spesso con i flagship cinesi, Samsung potrebbe beneficiare indirettamente dalla tecnologia produttiva, mentre il mercato italiano dovrà attendere i prezzi al cambio euro per valutare davvero il posizionamento competitivo. Noi di telefoni.net continueremo a monitorare gli sviluppi ufficiali durante il Summit, quando Qualcomm rivelerà le specifiche complete e gli SoC competitor probabilmente avranno già mosso le loro pedine.
Un dettaglio importante: i chip di nuova generazione comporteranno rincari di produzione, il che si tradurrà inevitabilmente in costi più elevati per i dispositivi finali, un fattore critico soprattutto quando si parla di flagship che già sfiorano e superano i 1.500 euro.
Mi piace provare davvero i prodotti prima di parlarne. Per questo le mie recensioni nascono da periodi di test reali, di almeno una settimana, così da capire come si comporta un dispositivo nell’uso di tutti i giorni e non solo nei primi minuti.
