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Approfondimenti 14 agosto 2026 alle ore 07:56

SMIC: smartphone e display rimangono senza rialzi, clienti in difficoltà

Il CEO di SMIC (Semiconductor Manufacturing International Corporation) rivela che i prezzi dei chip per smartphone e driver di display non sono aumentati, nonostante la forte domanda di AI. I clienti consumer rimangono in crisi e l'azienda mantiene strategie differenziate per settore.

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Durante la conference call sui risultati del secondo trimestre 2026, il co-CEO di SMIC Zhao Haijun ha affrontato un tema cruciale per il mercato dei chip: la gestione dei prezzi in un contesto dove l'AI domina l'attenzione e i margini. E la risposta è netta: le categorie di smartphone e display driver non hanno visto nessun incremento tariffario, almeno fino a ora.

Il motivo è tanto pragmatico quanto interessante. SMIC non ha emesso comunicati ufficiali di rialzo generalizzato; piuttosto, tra febbraio e marzo 2026, l'azienda ha negoziato con i singoli clienti seguendo le dinamiche di mercato. Ma questa trattativa caso per caso ha toccato solo i segmenti dove la domanda supera l'offerta. Nei settori consumer legati a smartphone e display, la situazione è diversa: i clienti attraversano difficoltà economiche e, sebbene abbiano iniziato a fare scorte per paura di non trovare capacità produttiva nel 2027 e di ulteriori aumenti di costi, SMIC ha deciso di non premere sulla leva dei prezzi.

Un lettore attento avrà già notato la contraddizione tra l'annuncio marketing e le note tecniche a fondo pagina.

Questo non significa passività commerciale, tutt'altro. Nel trimestre chiuso a giugno 2026, SMIC ha registrato ricavi totali di 3,006 miliardi di dollari (circa 2,03 miliardi di euro al cambio attuale), con una crescita del 36,1% anno su anno. L'utile netto attribuibile ai soci è salito a 479 milioni di dollari, in rialzo del 261,7%. I volumi sono cresciuti del 14,4% rispetto al trimestre precedente e il prezzo medio per wafer ha guadagnato il 5,7%.

La dinamica sottostante è affascinante. I big player globali, soprattutto nel settore memoria, hanno spostato capacità verso i chip per l'intelligenza artificiale, liberando segmenti tradizionali come i DRAM low-density specializzati. Quella domanda è confluita verso SMIC, spingendo i prezzi al rialzo in quei comparti. Nel frattempo, l'industria dei telefoni e dei display driver, già colpita dalla debolezza della domanda consumer, ha reagito anticipando acquisti, temendo strozzature futili. Risultato: i ricavi assoluti di smartphone e consumer electronics sono cresciuti rispettivamente dell'8% e del 16% nonostante il contesto recessivo.

Per il resto dell'anno, Zhao Haijun è stato categorico: al momento non vede spazi per riduzioni di prezzo. La supply chain rimane sotto pressione, la capacità utilizzata è al 93,7% e gli ordini legati all'AI continuano a trainare. Nel panorama italiano, dove i produttori di smartphone e accessori dipendono fortemente da fornitori asiatici, questa notizia ha implicazioni dirette. Le marche che si affidano a SMIC per chip di fascia media o per driver di display potrebbero beneficiare della stabilità tariffaria nel breve termine, anche se il fenomeno globale di redistribuzione delle risorse verso l'AI rimane una variabile di incertezza strutturale per il segmento consumer tradizionale. Secondo la nostra redazione, è un equilibrio fragile destinato a durare finché la febbre dell'intelligenza artificiale non cominci a normalizzarsi.

Articolo firmato da
Sauro D.
Redattore · Software & aggiornamenti

La programmazione e la tecnologia fanno parte del mio lavoro, ma negli anni ho iniziato a raccontarle anche attraverso il giornalismo. Mi piace soprattutto seguire quello che succede nel software: dagli aggiornamenti dei sistemi operativi alle nuove funzioni delle app di sistema.

Caltanissetta
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