Smartwatch: il mercato si divide tra sport-watch premium e tracker minimalisti
Nel Q2 2026 il mercato dei wearable si polarizza. Garmin guadagna quote con orologi sportivi avanzati, mentre Apple e Samsung perdono terreno. Contemporaneamente, i tracker senza schermo (come WHOOP e Fitbit Air) conquistano i consumatori stanchi di notifiche.
Il mercato dei wearable sta attraversando una trasformazione netta: non è più una questione di crescita complessiva, ma di come i consumatori stanno scegliendo fra due mondi completamente diversi. Secondo i dati preliminari di Omdia per il secondo trimestre 2026, le spedizioni di wearable al polso sono calate del 2% anno su anno, ma il dato complessivo nasconde una dinamica molto più interessante.
La vera storia è la polarizzazione. Da un lato ci sono gli smartwatch sportivi premium e feature-rich (Garmin in testa), dall'altro i tracker senza schermo che promettono salute pura senza il rumore delle notifiche. Nel mezzo? Gli smartwatch di fascia media e basic stanno semplicemente scomparendo dalle preferenze degli utenti.
Salta all'occhio un dettaglio spesso trascurato: la longevità software promessa cambia radicalmente il calcolo del rapporto qualità/prezzo.
Garmin ha fatto un balzo impressionante, passando dall'11% al 15% della quota di mercato degli smartwatch. La società ha capito che i consumatori disposti a spendere di più cercano precisione nei dati di allenamento e funzionalità avanzate per trasformare questi dati in strategie concrete. Non è uno smartwatch qualunque: è uno strumento serio per chi corre, pedala, nuota davvero. E il mercato risponde.
Ma il fenomeno più affascinante accade dall'altro capo dello spettro. I tracker screenless, quelli senza display fisico che comunichi col telefono tramite app, hanno conquistato oltre il 15% delle spedizioni nella categoria basic band durante il trimestre. Dato ancor più rilevante: questa categoria complessivamente è scesa del 9%, eppure il segmento screenless cresce comunque. WHOOP ha aperto la strada, e ora soluzioni come Google Fitbit Air stanno raccogliendo una fetta consistente di questo movimento. Il richiamo è elementare: monitora la mia salute, ma non distrarmi con notifiche ogni tre secondi.
Garmin stessa ha lanciato a luglio il Cirqa, la sua risposta al trend screenless. Non ha influenzato i numeri Q2 (il timing è stato tardivo), ma nei prossimi trimestri vedremo se il colosso sportivo riuscirà a fare breccia anche in questo segmento.
Intanto i giganti del mercato soffrono. Apple resta il numero uno assoluto, ma la sua quota è scesa dal 48% al 46%. Samsung ha perso 2 punti percentuali in smartwatch (dal 17% al 15%) e addirittura 3 nel segmento wearable band (dal 9% al 6%), ritrovandosi a pari merito con Garmin in quest'ultimo comparto. Non è che questi brand non vendano ancora in volumi importanti: è che il loro modello di smartwatch "tutto per tutti" sta perdendo attrattiva.
In Italia la situazione è osservabile già oggi. TIM e Vodafone continuano a offrire smartwatch Samsung e Apple in bundle con i piani telefonici, ma nella community degli sportivi veri cresce l'interesse per dispositivi Garmin, proprio per l'affidabilità nei dati di training. E tra chi invece cerca minimalismo, il fenomeno screenless è ancora marginale ma esiste.
La conclusione della ricerca Omdia è illuminante: il consumatore moderno non vuole più l'ibrido a metà. O scegli la potenza e l'accuratezza di un vero sports watch, oppure privilegi la semplicità e la salute mentale di un tracker che non ti distrae. Gli smartwatch convenzionali, quelli che cercano di stare nel mezzo, stanno diventando irrilevanti. Sarà interessante vedere come marchi storici come Samsung e Apple risponderanno nei prossimi dodici mesi: continueranno a inseguire il mercato di massa, o comincieranno anche loro a scegliere un campo.
Per ora restano parecchi punti da chiarire. La redazione di telefoni.net seguirà da vicino gli sviluppi nelle prossime settimane.
La programmazione e la tecnologia fanno parte del mio lavoro, ma negli anni ho iniziato a raccontarle anche attraverso il giornalismo. Mi piace soprattutto seguire quello che succede nel software: dagli aggiornamenti dei sistemi operativi alle nuove funzioni delle app di sistema.
