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Approfondimenti 15 agosto 2026 alle ore 20:42

Smartphone low-cost in crisi: chip memory cari dimezzano il mercato USA

Le vendite di telefoni sotto i 100 dollari negli Stati Uniti sono crollate del 64% nel secondo trimestre 2026. Colpa dei prezzi dei chip di memoria schizzati alle stelle, che costringe produttori e marchi minori a ritirarsi dal segmento.

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Smartphone low-cost in crisi: chip memory cari dimezzano il mercato USA

Il mercato americano dei telefoni economici sta subendo uno shock silenzioso ma devastante. Secondo Counterpoint Research, le vendite di smartphone sotto i 100 dollari nel secondo trimestre 2026 hanno registrato un crollo verticale del 64% anno su anno. In numeri assoluti, il volume è crollato a poco più di un terzo rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

La causa è diretta e inesorabile: i prezzi dei chip di memoria e storage. Questi componenti rappresentano ormai una fetta sempre più consistente del costo di produzione dei telefoni entry-level, rendendo gli storici prezzi rock-bottom praticamente impossibili da raggiungere. I produttori si trovano così di fronte a un dilemma senza via d'uscita: aumentare i prezzi al dettaglio oppure semplicemente ritirare i modelli più economici dal mercato.

Le conseguenze si ripercuotono a cascata su tutta l'industria. Mentre le vendite complessive di smartphone negli USA sono scese solo del 5% nel trimestre, i quattro big (Apple, Samsung, Motorola e Google) hanno limitato i danni a un calo del 4%. Per tutti gli altri marchi, invece, il tracollo è stato drammatico: un tonfo del 45% anno su anno. Brand minori e giocatori di nicchia che sopravvivevano grazie ai margini risicati dei dispositivi economici sono stati spazzati via. Perfino HMD, che aveva già iniziato a ritirarsi dal mercato americano l'anno scorso, ha subito un colpo ulteriore da questi aumenti di costi.

Il vero epicentro della crisi è il canale prepagato, tradizionalmente il rifugio dei telefoni sotto i 100 dollari. Le vendite in questo segmento sono scese dell'11% anno su anno, un declino che rispecchia esattamente lo scenario generale. Ma dentro questa contrazione c'è un fenomeno interessante: Samsung e Motorola stanno facendo le spese agli assenti. La quota di mercato prepagato di Samsung ha balzato di nove punti percentuali fino al 47%, mentre Motorola ha guadagnato quattro punti e raggiunto il 32%. Le due aziende stanno sfruttando il vuoto lasciato dai competitor: gli operatori si aggrappano alla Galaxy A series di Samsung e alla Moto G di Motorola, semplicemente perché non ci sono più alternative affidabili a cui ricorrere. Il prepaid americano si è trasformato in un duopolio di fatto.

Dal punto di vista italiano, questo scenario rappresenta un campanello d'allarme anche per il nostro mercato. Sebbene i nostri operatori come TIM, Vodafone e Iliad continuino a commercializzare una gamma più larga di budget phone grazie alle dinamiche di importazione diverse, la pressione sui costi dei chip di memoria è globale. Se i prezzi resteranno alti come oggi, è probabile che anche qui vedremo una contrazione dell'offerta entry-level nei prossimi trimestri. Al momento, il prezzo medio degli smartphone under-150 euro in Italia resta competitivo, ma il trend americano è un avvertimento.

Resta un dubbio di fondo: era davvero il momento giusto per una mossa così, o si tratta di una risposta tardiva alla concorrenza?

La situazione non dovrebbe migliorare a breve. Finché i costi della memoria resteranno elevati, questa pressione sul segmento budget rimarrà e anzi potrebbe intensificarsi ulteriormente. Il mercato globale degli smartphone sta dunque assistendo a una polarizzazione involontaria: da una parte i flagship premium, dall'altra i mid-range sostenuto. Lo spazio per il vero budget phone sta scomparendo, con implicazioni tutt'altro che trascurabili per i consumatori più esigenti dal punto di vista economico. Come Samsung e Motorola sanno bene, quando le alternative scompaiono, il potere contrattuale si concentra velocemente.

Come sempre da telefoni.net, il consiglio è di prendere queste indiscrezioni con la giusta cautela finché non ci sarà una conferma dalle fonti ufficiali.

Articolo firmato da
Giacomo C.
Redattore · Rumor & leak

Mi occupo soprattutto della sezione rumor, ma cerco sempre di distinguere una semplice voce da una notizia che ha basi concrete. Per questo confronto le informazioni provenienti da fonti diverse prima di pubblicarle, cercando di dare ai lettori un quadro il più possibile chiaro e affidabile.

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