Honor Robot Phone ufficiale: gimbal integrato e AI YOYO, ma solo in Cina
Honor ha presentato il suo Robot Phone con gimbal meccanico 4DoF integrato nel telaio e partnership ARRI per la color science cinematografica. Disponibile solo in Cina, a partire da 1.480 dollari. L'IA YOYO Pro esegue oltre 100 comandi in cascata, ma resta limitata al mercato cinese.

Dopo mesi di indiscrezioni, Honor ha trasformato il Robot Phone da concept a prodotto reale. Presentato oggi a Guangzhou, il dispositivo è già in preordine in Cina e rappresenta un tentativo audace di reinventare lo smartphone premium attraverso un componente meccanico inedito per la fascia mainstream: un gimbal titanio a quattro assi completamente integrato nel chassis.
La componente hardware è quella che cattura l'attenzione. Il motore del gimbal pesa solo 2,6 grammi — il 65% in meno rispetto ai sistemi tradizionali — eppure Honor promette il 200% di prestazioni superiori. Oltre 100 componenti di precisione sono stipati nel meccanismo, e durante il launch event alcuni erano esposti per mostrare la complessità costruttiva. La camera può ruotare, inclinare e tracciare soggetti fino a 360 gradi al secondo, una scala ridotta ma funzionale di quello che fa un DJI OSMO Pocket 3.
Durante la prova diretta, il meccanismo si è rivelato fluido e reattivo. Il tracking è veloce e accurato, probabilmente grazie al processore potente che alimenta il dispositivo. L'evidenza della stabilizzazione dell'immagine rispetto a uno smartphone tradizionale è immediata e impressionante. Quello che Honor non nasconde, però, è la fragilità intrinseca: una caduta potrebbe rendere costoso il ripristino. Per proteggere il gimbal è stata aggiunta una cover trasparente scorrevole che, curiosamente, può essere posizionata anche sul lato della fotocamera standard, lasciando spazio per filtri di terze parti.
L'aspetto "embodied AI" che Honor enfatizza riguarda il YOYO, un assistente in grado di controllare accessori fisici tramite comandi vocali o joystick. Gli utenti potrebbero far "camminare" o "ballare" il telefono attraverso attachment kit — per ora ancora in fase di sviluppo. Honor promette di aprire i file per la stampa 3D di questi componenti, alimentando un ecosistema di personalizzazione che ricorda più il mondo dei maker che quello degli smartphone tradizionali.
Da sottolineare la partnership con ARRI, il colosso dei cinema camera. Honor ha integrato la color science di ARRI, includendo registrazione 10-bit ARRI LogC3 con 14 stop di gamma dinamica e 11 Looks preimpostati. Non è marketing fine a se stesso: la posizionano come strumento serio per content creator. La collaborazione si estenderà anche alla serie Magic 9.
L'intelligenza vera risiede nel YOYO Pro mode, alimentato dal modello linguistico Qianwen di Alibaba. Ciò che colpisce è la capacità di eseguire oltre 100 step di compiti complessi con una singola istruzione, attraverso app diverse senza confini ecosistemici. Però c'è un ma: funziona solo nella versione cinese.
Per il prezzo, Honor ha sorpreso al ribasso rispetto alle stime di mercato: la configurazione 12GB + 512GB costa 9.999 yuan (circa 1.320 euro), mentre la versione 16GB + 1TB raggiunge 12.999 yuan (attorno ai 1.720 euro). I preordini sono partiti il 12 agosto, con le prime spedizioni il 18 agosto. I colori disponibili sono Star Track Silver e Moon Shadow Gray.
A sentimento personale, il prodotto convince meno di quanto racconti il comunicato — ma è una prima impressione, non un giudizio finale.
L'aspetto che più riguarda gli utenti europei è una sonora doccia fredda: al momento nessuna conferma su una commercializzazione internazionale del Robot Phone di prima generazione. Honor ha esplicitamente dichiarato che rimarrà esclusiva del mercato cinese. È una scelta che riflette sia la necessità di gestire i volumi di un prodotto così complesso, sia le limitazioni dell'IA YOYO Pro vincolata all'ecosistema locale. Per chi sperava di ordinarla da Amazon Italia o dai negozi Tim, rimane solo l'amara consapevolezza che questa volta Honor non verrà a trovarci.
Per ora restano parecchi punti da chiarire. La redazione di telefoni.net seguirà da vicino gli sviluppi nelle prossime settimane.
La programmazione e la tecnologia fanno parte del mio lavoro, ma negli anni ho iniziato a raccontarle anche attraverso il giornalismo. Mi piace soprattutto seguire quello che succede nel software: dagli aggiornamenti dei sistemi operativi alle nuove funzioni delle app di sistema.
