Google costretta a rimuovere gli avvisi intimidatori per app store alternativi
Un giudice americano ordina a Google di eliminare le barriere che scoraggiano l'installazione di app store di terze parti dal Play Store. La società ha una settimana per conformarsi.

La guerra legale tra Google e Epic Games ha un nuovo capitolo. Il giudice federale James Donato ha appena ordinato al gigante di Mountain View di smantellare gli ostacoli che mette davanti agli utenti quando vogliono installare un app store alternativo attraverso il Play Store americano. Secondo la corte, Google pratica quello che ha definito "attrito anticoncorrenziale".
Il problema è concreto e studiato nel dettaglio. Quando cercate "store for apps" nel Play Store, non trovate nulla di utile: solo negozi fisici come Walmart. Anche quando riuscite a scovare un app store di terze parti — come Aptoide, il primo disponibile — dovete affrontare passaggi aggiuntivi. Per installarla, occorre prima toccare un pulsante "View" prima di arrivare al vero bottone Install. Secondo la corte, questo passaggio intermedio è puro ostruzionismo.
La direzione è quella giusta, il ritmo forse no.
La situazione con Aptoide è ancora più contorta: una volta cercata, al posto di una pagina prodotto normale vi compare un banner che dovete toccare per essere reindirizzati alla pagina dell'app store. Sono dettagli che suonano banali, ma moltiplicati per milioni di utenti diventano barriere significative. La nostra redazione ha sempre ritenuto che il controllo totale sull'accesso al software sia una delle leve di potere più importanti per qualsiasi piattaforma mobile.
Google dovrà rendere l'installazione di un app store alternativo semplice esattamente come quella di una normale app dal Play Store. I cambiamenti devono avvenire entro una settimana dall'ordine. L'azienda aveva già iniziato a distribuire app store di terze parti negli Stati Uniti in seguito al settlement con Epic Games di due anni fa, ma sempre con questi meccanismi dissuasivi in atto.
Le implicazioni sono significative anche se, al momento, nessuna conferma ufficiale suggerisce che questi cambiamenti arriveranno automaticamente in Europa o in Italia. La direttiva Digital Markets Act dell'UE spinge già in questa direzione con Google, ma le dinamiche legali americane rimangono separate. Il tema della libertà di scelta negli app store rimane centrale nel dibattito sulla regolazione del mobile, proprio come accade con le discussioni intorno al controllo dei dati e dell'installazione di app da fonti alternative, tema che riguarda anche il mondo Android di Google.
La tecnologia mi ha sempre appassionato e negli anni ho trasformato questa passione nel mio lavoro. Mi occupo di recensioni, articoli e approfondimenti, soprattutto nel mondo degli smartphone e della telefonia. Seguo da vicino Apple e Android, ma anche tutto quello che succede nel mercato mobile europeo. Mi piace provare i prodotti, capire come cambiano nel tempo.
