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Approfondimenti 11 agosto 2026 alle ore 10:41

Claude nasconde watermark invisibili nei testi generati dall'AI

Anthropic ha annunciato che il suo modello Claude incorporerà watermark nascosti in tutti i testi generati dall'intelligenza artificiale, con applicazione globale e non solo nell'Unione Europea.

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Claude nasconde watermark invisibili nei testi generati dall'AI

Anthropic ha deciso di fare sul serio in materia di trasparenza dei contenuti generati dall'intelligenza artificiale. Il suo modello Claude inizierà presto a incorporare dei watermark invisibili all'interno dei testi prodotti, una sorta di firma digitale nascosta che permetterà di risalire all'origine artificiale del contenuto. Non si tratta di un timbro visibile, ma di una marcatura steganografica embedded nel testo stesso.

La cosa interessante — e che distingue questa mossa da altre iniziative simili — è che la policy non sarà limitata all'Unione Europea, dove l'AI Act impone obblighi precisi di trasparenza per i contenuti generati da sistemi di intelligenza artificiale. Anthropic ha scelto di applicare questa misura su scala globale, rendendo di fatto obbligatorio il watermark per chiunque utilizzi Claude, indipendentemente dalla propria posizione geografica.

Noi di telefoni.net riteniamo che questa scelta vada oltre il semplice adeguamento normativo: è un segnale preciso di come i grandi player del settore stiano iniziando ad anticipare le regolamentazioni, piuttosto che subirle. In un contesto in cui la disinformazione e il deepfake testuale sono problemi crescenti, poter identificare un testo scritto da un'AI è diventato fondamentale.

Il watermark seguirà il testo ovunque: anche se copiato, rielaborato o distribuito su altre piattaforme, la marcatura digitale rimarrà incorporata, consentendo agli strumenti di verifica di riconoscere la natura artificiale del contenuto. Questo approccio si allinea con gli sforzi dell'industria tech per sviluppare standard comuni, come la coalizione C2PA (Coalition for Content Provenance and Authenticity), che si occupa proprio della provenienza certificata dei contenuti digitali.

Un passo avanti, ma non un salto. È la sensazione dopo la prima lettura delle specifiche complete.

Restano aperti alcuni interrogativi tecnici: quanto sarà resistente questo watermark a manipolazioni intenzionali? E soprattutto, quali strumenti saranno messi a disposizione di giornalisti, piattaforme e utenti comuni per verificare l'autenticità di un testo? Anthropic non ha ancora fornito dettagli operativi completi, ma l'annuncio rappresenta comunque un passo concreto verso una maggiore responsabilità nell'era dell'intelligenza artificiale generativa.

Articolo firmato da
Valentino P.
Redattore · Android & flagship

Da sempre sono appassionato del mondo Android e seguo con particolare interesse Samsung, Xiaomi, OPPO e tutti i principali produttori. Mi piace soprattutto scoprire le novità e capire cosa portano davvero di nuovo. Ho una grande passione per gli smartphone pieghevoli e per i camera phone: mi interessa provare le fotocamere, confrontarle e capire quanto riescano davvero a fare la differenza nell’uso di tutti i giorni.

Roma
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