BlackBerry torna in auge: da regina dei telefoni a potenza nascosta
Quindici anni dopo l'addio ai telefoni, BlackBerry risale dal baratro grazie a QNX e Secusmart. Il colosso canadese, che nel 2010 valeva 83 miliardi, ora fattura attraverso sistemi auto e software di crittografia governativi. Il titolo è salito del 150% in un anno.

BlackBerry è tornata. Non con i telefoni fisici che la resero leggendaria — quelli rimasti nel museo della tecnologia dal 2016 — ma nascosta dentro praticamente ogni auto moderna e nelle stanze di crisi di decine di governi mondiali.
La notizia che in questa estate ha sorpreso gli analisti è semplice quanto rivoluzionaria: nel primo trimestre 2024, per la prima volta dal 2017, BlackBerry ha raggiunto il break-even di cassa. Non è solo un numero contabile; è la prova che la trasformazione da gigante dei dispositivi a fornitore di software critico sta davvero funzionando. John Giamatteo, CEO della società da dicembre 2023, lo dichiara con franchezza: «Siamo passati dalla fase di transizione a quella di crescita».
Come siamo arrivati qui? Bisogna tornare al 2010, quando Research In Motion (il vecchio nome di BlackBerry) prese una decisione che sembrava un ripiego: spese circa 200 milioni di dollari per acquisire QNX, un sistema operativo pensato per auto e device industriali. Quattro anni dopo aggiunse Secusmart, azienda tedesca specializzata in software di crittografia. Due mosse che allora vennero criticate dagli azionisti; oggi rappresentano il 50% dei ricavi aziendali.
QNX ormai è ovunque. Quasi ogni costruttore automobilistico del pianeta lo utilizza, dalle architetture attuali agli esperimenti con auto autonome in Cina, Europa e Nord America. Ma non solo: il sistema gira anche dentro robot industriali, dispositivi medici, sistemi di difesa e aerospaziali. È il tipo di tecnologia che usi ogni giorno senza rendertene conto — e questo, per un'azienda che per anni è stata sinonimo di visibilità, rappresenta un cambio di paradigma incredibile.
Secusmart invece ha trovato il proprio pubblico nei governi. Con le tensioni geopolitiche globali e i bilanci militari alle stelle, venti paesi affidano a BlackBerry le comunicazioni crittate a livello NATO per voce, messaggi e dati. È il tipo di contratto che non finisce in comunicati stampa, ma che genera ricavi stabili e prevedibili — proprio quello di cui la società aveva bisogno dopo gli anni di caos degli smartphone.
I numeri parlano chiaro: il titolo è salito del 150% negli ultimi dodici mesi. La capitalizzazione è tornata a 5,2 miliardi di dollari (ancora lontana dagli 83 di un tempo, certo, ma è un segnale). Nel giorno della presentazione del bilancio di giugno, il prezzo ha guizzato su del 20%.
La transizione ricorda quella di altre aziende che hanno saputo reinventarsi: Nokia, per intenderci, che oggi prospera come fornitore di hardware per cloud e data center, con tanto di supporto da Nvidia (che a ottobre 2023 ha annunciato un investimento di un miliardo di dollari nel colosso finlandese). BlackBerry ha fatto di meglio: sta allargando la partnership con Nvidia nel campo della Physical AI, portando QNX in auto autonome, robot umanoidi, robot chirurgici, imaging medico e automazione industriale.
Come la descrive Kevin Michaluk, il noto blogger che una volta era ossessionato dai BlackBerry fisici e che ora ha lanciato iniziative per preservare la memoria di quei telefoni: «Non è più visibile, ma è più integrata profondamente nell'economia moderna». È un'osservazione acuta. Il mercato per anni ha valutato BlackBerry in base a quello che era; solo di recente gli investitori cominciano a vederla per quello che effettivamente è diventata.
Scott Morrison, fondatore di Wealhouse Capital a Toronto, nota che nulla di questo è accidentale: «Non chiamerei la loro rinascita 'fortuna'. La fortuna te la crei». Le decisioni prese quindici anni fa — quando il mondo ancora credeva che i telefoni fossero il futuro di BlackBerry — le hanno salvate dal fallimento. Una lezione che pochi giganti tech riescono ad imparare.
Interessante sulla carta, tutto da verificare nell'uso reale.
Sul mercato italiano specificamente, BlackBerry non ha una visibilità consumer diretta da anni, ma il suo software gira nei sistemi infotainment e di sicurezza di auto vendute anche da noi attraverso le principali case automobilistiche europee. Per quanto riguarda i contratti governativi e di difesa, rimangono — com'è normale — coperti dalla riservatezza.
Come sempre da telefoni.net, il consiglio è di prendere queste indiscrezioni con la giusta cautela finché non ci sarà una conferma dalle fonti ufficiali.
Da sempre sono appassionato del mondo Android e seguo con particolare interesse Samsung, Xiaomi, OPPO e tutti i principali produttori. Mi piace soprattutto scoprire le novità e capire cosa portano davvero di nuovo. Ho una grande passione per gli smartphone pieghevoli e per i camera phone: mi interessa provare le fotocamere, confrontarle e capire quanto riescano davvero a fare la differenza nell’uso di tutti i giorni.
