Avatr chiarisce: con Huawei la collaborazione è strategica
Avatr smentisce le voci su una rottura con Huawei: il vicepresidente Yong Jun non ha mai messo in dubbio il valore della partnership, ma solo un certo modello operativo personalizzato.

Nelle ultime ore si è diffusa una notizia che ha fatto rumore nel settore automotive tech cinese: Avatr, il marchio di veicoli elettrici premium legato a Changan, avrebbe preso le distanze dalla collaborazione con Huawei. La realtà, come spesso accade, è più sfumata di quanto sembri.
Sul rapporto qualità/prezzo i conti tornano, ma non è chiaro se basterà a fermare l'onda della concorrenza cinese.
Il vicepresidente di Avatr, Yong Jun, aveva dichiarato in un'intervista che la modalità di collaborazione con Huawei non era per lui un "elemento necessario", sottolineando le capacità differenziate del brand. Queste parole sono state però interpretate in modo fuorviante da alcuni media. La società ha quindi precisato: ciò che Yong Jun intendeva è che non è necessario chiedere a Yinwang — la società spin-off di Huawei dedicata alla guida intelligente — di sviluppare versioni esclusive e personalizzate della tecnologia di guida autonoma solo per Avatr. Non c'è nessuna volontà di rompere la partnership.
Anzi, il contesto è ben diverso. Avatr è il secondo azionista di Yinwang e utilizza già le migliori tecnologie di guida autonoma della piattaforma Qiankun di Huawei, posizionandosi nella fascia alta per capacità percettive. Sul modello Avatr 07L, Huawei ha partecipato attivamente allo sviluppo, dall'estetica esterna agli interni fino alla scelta dei colori, con un team numeroso impegnato in sinergia con i progettisti del brand.
La visione di Yong Jun è in realtà quella di un rapporto più maturo e orizzontale: Huawei dovrebbe comportarsi come una piattaforma tecnologica comune, fornitrice di servizi e tecnologie condivise, lasciando ad Avatr la libertà di costruire sopra questa base la propria identità differenziata. "Più Huawei si posiziona come risorsa pubblica, più noi riusciamo a esprimere la tensione del nostro brand", ha spiegato il dirigente. Richiedere invece una personalizzazione totale e dedicata significherebbe occupare enormi risorse del partner senza un reale vantaggio.
Noi di telefoni.net seguiamo con attenzione questa vicenda perché riflette una dinamica sempre più comune nell'industria tech: i brand cercano autonomia creativa pur mantenendo dipendenze tecnologiche strategiche, un equilibrio delicato che vale tanto nel mondo dei telefoni quanto in quello dei veicoli connessi.
Mi piace provare davvero i prodotti prima di parlarne. Per questo le mie recensioni nascono da periodi di test reali, di almeno una settimana, così da capire come si comporta un dispositivo nell’uso di tutti i giorni e non solo nei primi minuti.
