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Lanci 18 agosto 2026 alle ore 14:52

Apple ammette: i ricavi dei servizi soffrono per le pressioni antitrust

Apple ha ufficialmente riconosciuto che le restrizioni imposte dai regolatori al controllo dell'App Store stanno erodendo i ricavi della sua divisione servizi, che vale oltre 100 miliardi di dollari. I dati confermano una contrazione significativa degli acquisti in-app.

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Per la prima volta, Apple ammette esplicitamente che la stretta antitrust globale sull'App Store sta danneggiando i profitti della sua divisione servizi. La società ha segnalato risultati inferiori alle attese nel trimestre di giugno, con ricavi pari a 307 miliardi di dollari (circa 2.073 miliardi di euro) contro i 314 miliardi previsti dagli analisti. Il margine lordo dei servizi si è fermato al 75,6%, anch'esso al di sotto delle aspettative.

Secondo il Financial Times, il CFO Kevin Parek ha confessato durante la presentazione dei risultati che i recenti cambiamenti alle regole dell'App Store hanno già iniziato a incidere sulla redditività. Questo rappresenta un'inversione di tendenza rispetto al passato, quando Cupertino attribuiva i cali di performance a fattori come le fluttuazioni valutarie. Il mercato ha reagito rapidamente: le azioni Apple hanno perso circa il 9% nei giorni successivi all'annuncio.

Il vero interrogativo non è quanto durerà la batteria, ma quanto durerà l'entusiasmo dopo i primi sei mesi.

I dati sullo stato di salute della piattaforma di distribuzione di app sono ancora più eloquenti. Secondo Sensor Tower, gli acquisti attraverso l'App Store americano nel secondo trimestre sono aumentati del 6% su base annua, un crollo rispetto al +9% dello stesso periodo dell'anno precedente. A livello globale, la crescita trimestrale è scesa al 3%, dimezzandosi rispetto al 13% di dodici mesi prima. Appfigures stima che i ricavi da commissioni App Store sono diminuiti del 18% negli Stati Uniti solo quest'anno.

La causa principale è una cascata di sentenze sfavorevoli e provvedimenti normativi. Dopo che Epic Games ha vinto una battaglia legale negli USA, Apple è stata costretta a permettere agli sviluppatori di instradare gli utenti verso sistemi di pagamento alternativi senza gravare sulle sue commissioni. L'Unione Europea, la Corea del Sud, il Brasile e altri Paesi hanno imposto l'apertura a store di terze parti e metodi di pagamento paralleli. Nel nostro continente, la Commissione ha già mulato Cupertino di 500 milioni di euro per presunto abuso di posizione dominante secondo il Digital Markets Act, una decisione che rimane in appello.

La pressione normativa sui servizi Apple è particolarmente significativa perché rappresenta il motore della redditività. Come evidenzia noi di telefoni.net, i ricavi dei servizi Apple sono saliti a livelli record assoluti, ma la loro crescita ha subito una frenata che non si vedeva da anni. Gli analisti di UBS e Bank of America sottolineano che questa contrazione è il primo segnale tangibile che l'architettura commerciale di Cupertino—fondata sulla capacità di trattenere il 15-30% degli acquisti digitali—sta iniziando a sgretolarsi.

Un dato che merita attenzione: Appfigures ha osservato che dopo l'introduzione di nuove normative in Brasile e Giappone, i ricavi dell'App Store in questi mercati hanno cominciato a calare. L'impatto non è limitato agli Stati Uniti, bensì globale. Il mercato sta già prezzando lo scenario. Nicholas Rodley, capo ricerca di Washington Analysis, ha dichiarato che quello che sorprende non è tanto l'arrivo della contrazione, quanto il fatto che sia visibile così chiaramente nei numeri finanziari: "Apple di solito è bravissima a oscurare questi impatti, ma questa volta no. La valutazione premium di Apple si regge interamente sul business dei servizi, e l'App Store ne è la corona di gioiello."

Per l'Italia, la questione si ripercuote indirettamente sulla competitività del mercato mobile locale. Gli operatori come TIM e Vodafone, storicamente alle prese con i termini dettati da Apple sulla distribuzione, vedranno potenzialmente aumentare gli spazi per alternative. Storie come quella di Fairphone che arriva negli USA senza intermediari diventano emblematiche di come il controllo ultra-centralizzato possa essere ridimensionato.

La prossima mossa di Apple sarà fondamentale. Già aveva promesso al Regno Unito quattro misure correttive in risposta alle indagini antitrust locali. In Europa ha proposto una nuova configurazione dell'App Store per evitare ulteriori sanzioni. Il rischio è che ogni concessione eroda ulteriormente la base di commissioni. Se i consumatori inizieranno sistematicamente a usare pagamenti alternativi—come il documento di Cupertino stesso ammette potrebbe accadere—il margine lordo dei servizi potrebbe scendere drasticamente.

Articolo firmato da
Alfonso S.
Redattore · Mercato & business

Mi piace andare a cercare quello che ancora non è stato raccontato. Brevetti, indiscrezioni e anticipazioni sono il punto di partenza del mio lavoro, soprattutto quando permettono di capire in anticipo dove si sta muovendo il mondo tech. Sono particolarmente attento alle notizie che riguardano i nuovi dispositivi e le prossime mosse dei produttori. Prima di dare spazio a un rumor, però, cerco sempre conferme e confronto le fonti. L’ obiettivo è separare le semplici voci dalle informazioni.

Roccamena
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