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Approfondimenti 11 agosto 2026 alle ore 12:36

Apple a processo: iCloud Private Relay tradisce la privacy

Una vulnerabilità nell'iCloud Private Relay espone l'indirizzo IP reale degli utenti: ora Apple deve affrontare una class action per frode e pubblicità ingannevole negli USA.

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Apple a processo: iCloud Private Relay tradisce la privacy

Una settimana fa i ricercatori di sicurezza hanno scoperto che iCloud Private Relay, la funzione inclusa negli abbonamenti iCloud+ che dovrebbe mascherare l'indirizzo IP degli utenti, presenta una falla seria: in determinate condizioni smette di funzionare e lascia trapelare il vero indirizzo IP all'esterno. In pratica, chi pagava per sentirsi al sicuro era esposto esattamente ai rischi da cui credeva di essere protetto.

Un passo avanti, ma non un salto. È la sensazione dopo la prima lettura delle specifiche complete.

Come spesso accade quando Apple inciampa su un prodotto o servizio, la risposta legale è arrivata quasi immediata. Lo studio legale Clarkson Law Firm ha depositato una class action contro Apple presso un tribunale statunitense, accusando l'azienda di Cupertino di pubblicità falsa, dichiarazioni fuorvianti e frode. Non è la prima volta che Clarkson se la vede con il colosso californiano: in passato, la stessa struttura aveva contribuito a raggiungere un accordo da 250 milioni di dollari nella causa legata al ritardo del lancio delle funzioni AI di Siri.

Nel documento d'accusa si legge che Apple, nel lanciare, promuovere e vendere l'abbonamento iCloud+, «sapeva o avrebbe dovuto sapere» che le affermazioni pubblicizzate erano false, ingannevoli e in violazione della legge. Il partner dello studio, Tim Giordano, ha definito la vicenda «una vergognosa tradimento della fiducia dei consumatori», aggiungendo che Apple ha costruito il proprio brand proprio sulla promessa di proteggere la privacy degli utenti — sottolineando spesso che altre aziende non sarebbero in grado di fare altrettanto.

Secondo noi di telefoni.net, il punto più delicato è proprio questo: chi ha sottoscritto un abbonamento iCloud+ con Private Relay lo ha fatto fidandosi di una promessa specifica, pagando un extra per una tutela che, stando alla vulnerabilità scoperta, non ha funzionato. Gli utenti si sono trovati esposti al tracciamento, alla profilazione e alla pubblicità mirata — esattamente ciò da cui Apple aveva detto di volerli difendere. La vicenda potrebbe avere riflessi importanti anche in Europa, dove le norme sulla privacy sono ancora più stringenti.

Articolo firmato da
Michele A.
Redattore · Accessori & wearable

Mi occupo di tutto quello che gira intorno allo smartphone: smartwatch, auricolari, powerbank e gadget vari. Li provo, li confronto e soprattutto mi chiedo una cosa: valgono davvero quello che costano?

Roma
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