Android cambia le regole del sideloading: ecco come installare app fuori da Play Store
Google ha svelato il nuovo sistema per installare applicazioni non verificate su Android. Dal 2027 il procedimento diventa più rigido: serve autenticazione, attesa di 24 ore e conferme ripetute. Una scossa al modello di libertà che ha sempre caratterizzato il robottino verde.

La libertà di installare app al di fuori del Play Store, uno dei pilastri storici di Android, sta per subire una trasformazione significativa. Google ha appena mostrato come funzionerà il nuovo sistema, battezzato advanced flow, e la realtà è piuttosto diversa da quello che gli utenti avevano immaginato fino a oggi.
La novità arriva attraverso Mishaal Rahman, Community Engagement Manager di Google, che ha annunciato il rollout della prima versione del sistema sul subreddit r/Android. Il meccanismo è già in fase di distribuzione e dovrebbe raggiungervi nelle prossime settimane. La ragione dietro questo cambio? Secondo Google, ridurre le truffe perpetrate da sviluppatori malevoli che sfruttano l'installazione di app non verificate per diffondere malware.
La scelta racconta bene la nuova strategia del brand: meno cavalli di battaglia, più prodotti mirati alla nicchia giusta.
Il procedimento, però, non è esattamente rapido. Se volete installare un'applicazione da uno sviluppatore non registrato con Google, dovrete seguire questi passaggi: attivare le Opzioni sviluppatore (vai a Impostazioni > Info telefono, tocca Numero build 7 volte e autenticati), poi entrare in Opzioni sviluppatore e abilitare "App da sviluppatori non verificati". Fin qui sembra semplice, ma arriva il colpo: dovrete confermare che nessuno vi sta costringendo a fare questo cambio, poi riavviare il telefono e aspettare 24 ore intere. Solo dopo potrete scegliere se consentire le app non verificate per 7 giorni oppure indefinitamente.
Anche dopo aver completato tutto questo, riceverete comunque un avviso durante l'installazione dell'app, che potrete ignorare solo toccando "Installa comunque". È un processo pensato per sfiancamento: l'idea è che gli utenti occasionali rinuncino piuttosto che affrontare questa trafila ogni volta.
Ospiti del team di telefoni.net, noi sottolineiamo che questo cambio avrà implicazioni concrete anche per l'ecosistema italiano. Molti utenti Android in Italia utilizzano il sideloading per installare versioni alternative di app o software open-source come quelli testati sugli ultimi Pixel di Google. Con queste nuove restrizioni, il processo diventerà significativamente più laborioso.
Un dettaglio importante: non dovrete tenere le Opzioni sviluppatore sempre attive. Se le disabilitate accidentalmente, avrete una finestra di 10 minuti per riattivarle senza dover aspettare altri 24 ore. Tuttavia, l'advanced flow si applica anche agli aggiornamenti: se lo disabilitate dopo aver installato un'app, non potrete aggiornarla senza riabilitare il flusso. C'è una scappatoia per chi conosce il metodo: installare tramite ADB (Android Debug Bridge) permette di bypassare completamente il sistema, anche se richiede competenze tecniche.
Google sta inoltre introducendo il Android Developer Verifier System Service, che sarà disponibile sul Play Store. L'implementazione della verifica degli sviluppatori inizierà il 30 settembre 2025 in Brasile, Indonesia, Singapore e Tailandia, coprendo inizialmente app store come HONOR App Market, OPPO App Market, Galaxy Store e altri. L'espansione globale, però, è programmata solo per il 2027, il che significa che gli utenti europei e italiani avranno ancora qualche anno prima di affrontare pienamente queste limitazioni.
La comunità su Reddit non è affatto entusiasta. I commenti sollevavano dubbi sulla reale efficacia di queste misure, soprattutto chiedendosi perché app già installate ma non registrate dovrebbero vedersi bloccati gli aggiornamenti. Rahman ha risposto spiegando che le app malevoli spesso costruiscono fiducia gradualmente e cambiano comportamento negli aggiornamenti successivi. Ha anche chiarito che il sistema verifica lo sviluppatore, non l'app stessa, indipendentemente da dove sia stata scaricata, come osservato nei progetti di modding su Android.
Andrà detto, però, che la valutazione di questa mossa rimane controversa. Da un lato, proteggere gli utenti dalle truffe ha senso. Dall'altro, limitare la libertà di scelta tecnica di chi sa cosa sta facendo è un prezzo alto da pagare. Android ha sempre rappresentato l'alternativa più aperta di iOS, e questo cambiamento segna un allontanamento significativo da quel paradigma.
Le prossime settimane saranno decisive. Continuate a seguire telefoni.net per gli aggiornamenti man mano che il quadro si farà più chiaro.
Mi occupo soprattutto della sezione rumor, ma cerco sempre di distinguere una semplice voce da una notizia che ha basi concrete. Per questo confronto le informazioni provenienti da fonti diverse prima di pubblicarle, cercando di dare ai lettori un quadro il più possibile chiaro e affidabile.
